La sagra, senza blocchetti.

Cassa, comande in cucina, gettoni di ritiro e numeri sul monitor. Per pro loco, comitati e feste di paese: si configura una volta e si riusa ogni anno.

La sera della sagra, di solito, va così

Se avete già fatto un'edizione, probabilmente riconoscete almeno tre di queste.
I numeri si chiamano a voce, e chi è in fondo alla fila non sente
Il blocchetto a ricalco: una copia alla cucina, una al cliente, la terza si perde
La cucina scopre che i panini stanno finendo quando sono finiti
A mezzanotte il cassetto non torna e nessuno ricorda quanto c'era all'inizio
Chi dà il cambio prende il cassetto del collega senza contarlo
Il conto della serata si fa il giorno dopo, a memoria

Dal pomeriggio prima all'ultimo scontrino

Quattro momenti. Il primo si fa con calma, gli altri tre sono la serata.
1. Si prepara prima
Organizzazione, persone, edizione della sagra, banchi e listino: un pomeriggio davanti a un computer, giorni prima. L'anno dopo si duplica l'edizione invece di rifarla.
2. Si collegano i ferri
Le stampanti si accoppiano con un codice che stampano da sole; i tablet si legano al banco inquadrando un QR. Si fa il giorno prima, non mentre cresce la fila.
3. Si apre il turno e si batte
Chi si siede in cassa dichiara quanto c'è nel cassetto e comincia. Il cliente riceve gettoni di ritiro e scontrino in un foglio solo, la cucina riceve le comande, il monitor chiama i numeri pronti.
4. Si chiude e si conta
Conti il cassetto e scrivi quanto c'è: l'atteso resta nascosto finché non hai dichiarato il tuo numero. Poi il riepilogo dice dove cercare la differenza.

Cosa trovate la sera della sagra

Ogni pezzo esiste perché la sera serve. Niente di più.
Cassa su tablet
Si tocca il prodotto e si incassa. Quantità dalla tastiera, personalizzazioni sulla riga: «senza cipolla» finisce sulla comanda della cucina e sul gettone del cliente.
Comande in cucina
Una comanda per pietanza, sulla stampante del punto che la prepara. Chi segna l'avanzamento ha la sua schermata con la coda; chi non lo segna riceve comunque la carta.
Gettone di ritiro
Il cliente porta via un foglio solo: i gettoni e, in coda, lo scontrino — che uscendo per ultimo dice che la stampa è finita e non manca niente.
Monitor dei numeri
Una TV sopra il banco mostra i numeri pronti e quelli in preparazione. Quando un ordine diventa pronto il numero riempie lo schermo per qualche secondo: fa il lavoro del «14!» gridato, senza gridare.
Turni di cassa
Un turno è di una persona su un cassetto. Il cambio si fa rilevando il cassetto del collega, contandolo o prendendolo sulla fiducia: la scelta resta scritta.
Prelievi in due
Quando il cassetto è troppo pieno si registra un prelievo, e chi riceve i soldi lo controfirma dal portale. Non è burocrazia: è che due persone dichiarino lo stesso numero.
Più banchi, più casse
Ogni banco prende ordini, prepara, consegna — o le combinazioni che servono. Ogni cassa può avere il proprio prefisso nei numeri, così due file non si sovrappongono.
Menù e allergeni già pronti
Gli stessi menù, allergeni EU e beer list del resto della piattaforma: quello che vendete alla sagra lo si accende dall'anagrafica, non si riscrive.

Quello che succede quando qualcosa va storto

È qui che si vede se un programma è stato scritto da qualcuno che è stato dietro a un banco.
Finisce la carta
Sospendi la stampa dal banco e passi ai gettoni scritti a mano. La coda si trattiene: al rientro scegli se stampare gli arretrati o annullarli. Senza la sospensione uscirebbe mezz'ora di scontrini per ordini già serviti.
Cade la rete
Il banco lo dichiara con una fascia rossa e smette di battere. È voluto: un ordine che sembra battuto e non è mai arrivato è peggio di un ordine rifiutato, perché il cliente se ne va con la roba e la cassa non lo sa.
Il cliente torna
Ristampi lo scontrino perso — esce marcato RISTAMPA — storni una riga pagata e non avuta, o annulli l'ordine. Il rimborso resta un movimento a parte, con la sua traccia.
La stampante non trova la rete
Te lo scrive su carta, con un QR per riconfigurarla e la causa giusta: rete senza linea, server che non risponde, oppure accoppiata ma non ancora assegnata a un banco.
Prima di aprire
Un pannello elenca i blocchi — nessuna cassa, listino mai compilato — e gli avvisi, come un piatto senza un posto dove prepararlo. Sono esattamente i problemi che altrimenti si scoprono col cliente davanti.
L'anno dopo
Si duplica l'edizione precedente. I conti restano separati: l'edizione 2026 e quella 2025 sono due sagre distinte, e i numeri di una non si mescolano con l'altra.

Cosa MEP non fa

Meglio saperlo adesso che la sera della sagra.
Non è un registratore di cassa fiscale
Gli scontrini sono documenti gestionali: servono al cliente per ritirare e a voi per quadrare. Gli obblighi fiscali della manifestazione restano da assolvere come li assolvete oggi.
Serve la rete
Non c'è una modalità offline, ed è una scelta: quando la connessione cade il banco si ferma e lo dice, invece di accumulare ordini che potrebbero non arrivare mai. Una connessione 4G di scorta è un buon piano B.
Il cliente non ordina dal telefono
Oggi si ordina in cassa. L'ordine dal telefono è in lavorazione: quando arriverà lo troverete scritto qui, non in una promessa di vendita.

Le istruzioni sono già scritte

Non un depliant: le pagine che userete davvero, prima e durante.
Prima della sagra
Organizzazione, persone, edizione, banchi, listino e il controllo di prontezza prima di aprire.
Stampanti e tablet
Accoppiare una stampante, legare un tablet a un banco, e cosa fare quando un foglio dice che qualcosa non va.
La serata
Aprire il turno, battere, i tre imprevisti che capitano davvero, chiudere e quadrare.

Domande di chi organizza

Sì. L'abbonamento mensile si interrompe a fine periodo: lo attivate il mese della manifestazione e lo lasciate. L'anno dopo lo riattivate e ritrovate tutto — banchi, listino, edizione da duplicare.

Una sagra dura tre giorni. L'abbonamento può durare un mese.

€15 al mese per organizzazione, tutto incluso, primo mese gratis. Fino al 31/12/2026 vale l'offerta Early Adopter: tutte le funzionalità senza limiti, compresi i moduli sviluppati nel frattempo.