Prima della sagra

La configurazione da fare con calma, davanti a un computer, prima che arrivi il primo cliente.

Questa parte si fa una volta sola e non ha fretta: un pomeriggio davanti a un computer, giorni prima. Tutto quello che si prepara adesso è tempo che non si perde la sera, quando c'è la fila.

Le prime tre cose (organizzazione, persone, sagra) si fanno una volta per sempre o una volta all'anno. Dalla quarta in poi si ricomincia a ogni edizione — e si può duplicare l'edizione precedente invece di rifarla.

1. L'organizzazione e le persone

L'organizzazione è la pro loco, il comitato, l'associazione: chi risponde di quello che succede. Si crea una volta e resta.

Poi si invitano le persone che lavoreranno alla sagra. Ognuna riceve un invito via mail e al primo accesso completa il proprio profilo.

Invitale qualche giorno prima, non la sera stessa. Chi accetta l'invito deve registrarsi e completare il profilo: sono tre minuti, ma sono tre minuti in cui non batte ordini.

Non serve dare a tutti gli stessi poteri. Chi sta in cassa deve poter aprire un turno e battere; annullare un ordine o chiudere il cassetto sono permessi a parte, e si danno a chi ne risponde.

2. La sagra

Una sagra — o meglio: una sua edizione — è il contenitore di tutto il resto: i banchi, il listino, i turni di cassa, gli ordini. La Sagra della Castagna 2026 e quella del 2025 sono due sagre distinte, e devono esserlo: i numeri di una non si mescolano con l'altra.

Serve dichiarare:

  • il nome e le date;
  • il fuso orario, che decide a quale giornata appartiene un ordine battuto all'una di notte;
  • la valuta e l'IVA di riferimento;
  • il prefisso dei numeri d'ordine, se ne vuoi uno. Con prefisso A gli ordini si chiamano A-014; senza, sono 014. Serve quando ci sono più casse e i numeri rischiano di sovrapporsi a voce.

Una sagra nasce in bozza. In bozza si configura tutto ma non si batte niente: è apposta, perché una configurazione a metà non deve poter incassare.

3. I banchi

Un banco (o postazione) è un posto fisico dove qualcuno lavora. Ogni banco fa una o più di tre cose, e sono queste tre a decidere cosa vedrà chi ci sta davanti:

Il banco…Vuol dire
prende ordiniè una cassa: si batte e si incassa
preparaci si cucina o ci si spina: riceve le comande
consegnaè il banco di ritiro: da lì il cliente porta via

Si combinano. Un bar di sagra spesso spina e consegna. Una cassa centrale prende ordini e basta. Una cucina prepara e basta.

Per «prepara» e «consegna» c'è una seconda domanda: qualcuno segna l'avanzamento?

  • → quel banco avrà la sua schermata con la coda dei piatti, e il cliente sente chiamare il numero quando è pronto.
  • No → il talloncino esce lo stesso, il lavoro si fa lo stesso, ma nessuno tocca un tablet. Va dichiarato: altrimenti il sistema direbbe «pronto» nell'istante del pagamento, cioè direbbe una bugia.
Una griglia che sforna senza tablet è una configurazione legittima e frequente. L'errore non è averla: è non dirlo.

4. Cosa si vende, e dove si prepara

Qui si dichiarano i menù, le sezioni e le spine che questa sagra vende. Non si riscrive niente: si accende quello che serve, prendendolo dall'anagrafica.

E per ogni cosa accesa si dice dove si prepara e dove si ritira.

Il passo che sembra facoltativo e non lo è

Le regole si ereditano verso il basso: dichiararle sulla sezione del menù le fa valere per tutti i piatti che contiene. Ma un piatto per cui nessuno ha mai detto dove si prepara finisce in un limbo: risulta «da preparare», in coda a nessuna postazione. In pratica:
  • non compare nella schermata della cucina;
  • la sua comanda non esce dalla stampante;
  • risulta già pronto nell'istante in cui viene pagato.
Tre sintomi diversi, una causa sola. Il pannello di controllo (punto 5) te lo dice prima che succeda.

Il listino di cassa si ricompila da solo ogni volta che salvi una di queste regole: quello che i bottoni della cassa mostreranno è sempre l'ultima cosa che hai dichiarato.

5. Il controllo prima di aprire

Prima di aprire la sagra, guarda il pannello di prontezza. Distingue due cose:

  • Blocchi — cose che fermano la serata. Nessun banco che prende ordini; listino mai compilato.
  • Avvisi — cose che funzionano ma produrranno un guaio. Voci da preparare senza un posto dove prepararle; banchi che preparano senza che nessuno segni l'avanzamento; regole che puntano a un menù che non è più in vendita.

Gli avvisi non impediscono di aprire. Vale comunque la pena leggerli tutti: sono esattamente i problemi che si scoprono altrimenti col cliente davanti.

6. Aprire

Quando il pannello è a posto, si porta la sagra da bozza ad aperta. Da quel momento si può battere.