La serata

Aprire il turno, battere, e i tre imprevisti che capitano davvero.

Aprire il turno

Ogni cassa apre il proprio turno, e un turno è di una persona su un cassetto.

Chi si siede in cassa trova subito la domanda: quanto c'è nel cassetto adesso? È il fondo per dare il resto. Si dichiara e si comincia.

Dichiaralo anche quando è zero — o meglio, soprattutto: a fine serata la cassa si quadra confrontando quello che c'è con quello che dovrebbe esserci, e senza il fondo iniziale quel confronto non si può fare. Nessuno, alle due di notte, si ricorda quanto c'era dentro all'inizio.

Se il cassetto è già aperto a nome di un collega, non è un errore: è il cambio. Si preme Rileva il cassetto e si sceglie se contarlo o prenderlo sulla fiducia. Il turno di prima si chiude e il tuo si apre in un colpo solo.

Battere un ordine

Si tocca il prodotto, si incassa. Le due cose che servono più spesso:

  • Quantità — tocca la riga già battuta: si apre una tastiera. Dodici birre si battono, non si contano dodici volte.
  • Personalizzazioni — sempre toccando la riga. «Senza cipolla» finisce sulla comanda della cucina e sul gettone del cliente.

Due panini, uno senza cipolla

Quando la riga ha più pezzi, la nota chiede per quanti vale. Rispondi «1 di 2» e la riga si sdoppia: uno normale, uno personalizzato. In cucina sono due comande, perché sono due piatti diversi.

Alla fine il cliente riceve un foglio solo: i gettoni di ritiro e, in coda, lo scontrino — che uscendo per ultimo dice che la stampa è finita e non manca niente.

I tre imprevisti

Finisce la carta

Sospendi la stampa dal menu in alto a destra, e passa ai gettoni fisici. La sagra va avanti.

Il punto è farlo subito: la sospensione trattiene la coda. Se aspetti, quando la stampante riparte esce mezz'ora di scontrini per ordini già serviti.

Al rientro il sistema ti chiede cosa fare degli arretrati — stamparli o annullarli — e la risposta la sai tu, che sai se quei clienti sono ancora lì.

Il cliente torna

Ordini del turno, dal menu. Trovi quello che hai battuto tu, il più recente in cima, e puoi:

  • ristampare lo scontrino perso (esce marcato RISTAMPA);
  • stornare una riga — ha pagato due birre e ne ha avuta una;
  • annullare l'ordine intero.
Annullare non restituisce i soldi. Storna le righe e ferma quello che la cucina non ha ancora finito, ma il rimborso è un movimento a parte: due fatti distinti, ognuno con la sua traccia.

Il cassetto è troppo pieno

Movimento di cassa → prelievo. Si dichiara quanto si toglie e a chi lo si dà, e se c'è una busta sigillata si scrive il suo numero.

Chi riceve i soldi lo controfirma dal portale. Non è burocrazia: il senso di registrare un prelievo non è il registro, è che due persone dichiarino lo stesso numero. Per questo non puoi confermare il tuo.

Chiudere

Conta il cassetto e scrivi quanto c'è. In quest'ordine: prima conti, poi vedi.

L'atteso resta nascosto fino a quando non hai dichiarato il tuo numero, ed è voluto: chi vede prima il numero giusto tende a ribatterlo, e a quel punto la conta non misura più niente.

Subito dopo compare il riepilogo: incassato per metodo di pagamento, movimenti dichiarati, atteso, contato, differenza. Se mancano cinque euro, lì dentro c'è dove cercarli.

Contare è facoltativo — capita che il cassetto lo conti il responsabile dopo — ma è una strada esplicita: il turno resterà segnato come chiuso senza verifica, non come chiuso e quadrato.