Le scelte sul piatto
«Pane e affettato» non è un piatto solo: il cliente sceglie il salume, e in cucina esce una cosa diversa a seconda di cosa ha detto. Le scelte servono a questo.
Sono diverse dalla nota libera. La nota è testo — «senza cipolla» — e la legge una persona. La scelta ha delle regole e a volte un prezzo, e la capisce anche il sistema: finisce sulla comanda, sullo scontrino e sul monitor, e si può contare a fine sagra.
Come si costruisce
Un gruppo di scelte vive nell'organizzazione, non nel singolo piatto: lo crei una volta e lo agganci a tutti i piatti che lo usano. «Salumi» serve al tagliere come al panino.
Per ogni gruppo decidi:
- se è obbligatorio — il cliente deve scegliere, e l'operatore non può confermare senza;
- quante se ne possono prendere: una sola, oppure da una a tre;
- il prezzo di ogni voce: compresa nel piatto, oppure un supplemento (
+1,00), oppure un prezzo suo che sostituisce quello del piatto.
In cassa
Se il gruppo è obbligatorio e la scelta è una sola, la cassa non chiede due volte: tocchi il piatto, si apre la lista dei salumi, tocchi «coppa» e la riga è nel carrello. Due tocchi in tutto, che a una sagra è quello che conta.
Sulla comanda e sullo scontrino la scelta viaggia dentro il nome:
A-014 - Pane affettato [coppa]
Se una riga ha più pezzi e vuoi cambiare la scelta solo ad alcuni, la cassa ti chiede per quanti vale: rispondi «1 di 2» e la riga si sdoppia. Sono due piatti diversi e in cucina sono due comande.
È finita la coppa
È il gesto che serve alle nove di sera, ed è uno solo: l'occhio accanto alla voce, nel menù.
La coppa sparisce dal menù pubblico — quello del QR — e dalla cassa. Il listino si aggiorna da sé e le casse si ricaricano da sole appena sono libere, senza che nessuno tocchi niente.
Quando la coppa torna, riaccendi l'occhio e torna tutto: nessuna configurazione da rifare.